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Zen Minimalista
Cortile stretto con passerella in legno su ciottoli e cascata in fondo
Due decisioni reggono questo cortile e nessuna è decorativa. La prima è la passerella: tavole di legno posate in traverso con ciottoli tra l'una e l'altra, che in un cortile stretto e ombroso va risolta sapendo che il legno scivola quando prende verderame. La seconda è il bambù, che sta in fioriere e non piantato nel terreno. Contenerlo fin dall'inizio è ciò che impedisce che in pochi anni esca dalla ghiaia e da sotto la passerella.
Patio estrechoPasarela de maderaCanto rodadoCascada de paredBambú contenidoBarrera antirrizomaAntideslizanteEmpotrables pisablesPatio semicubiertoAtardecer
Elementi chiave
Cortile stretto aperto al cielo al centro e coperto ai lati, con gli incassi sotto lo sbalzo.
Passerella di tavole in legno posate in traverso, con ciottoli nelle fughe.
Cascata a cortina su parete in pietra scura, che versa in una vasca stretta e allungata alla base.
Bambù in fioriere in muratura e non piantato nel terreno, contenuto fin dal primo giorno.
Incassi calpestabili distribuiti nei ciottoli su entrambi i lati della passerella.
Faretti ai piedi del bambù che salgono lungo le canne e le stagliano sul muro chiaro.
Mobili e decorazioni di questo design
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Barriera antirizoma per bambù
Lastra rigida in polietilene ad alta densità, da interrare attorno alla piantumazione per fermare l'avanzata dei rizomi. I due dati che contano sono profondità e spessore: va interrata a sessanta o settanta centimetri lasciando un paio di dita fuori terra, perché il rizoma che arriva alla barriera risale e la scavalca se non la vede. Si posa inclinata verso l'esterno e con la sovrapposizione chiusa da un profilo, non semplicemente accostata.
Strisce adesive granulose o vernice con carica antiscivolo, per la zona di passaggio di un decking. In un cortile stretto e umido è la differenza tra una passerella e uno scivolo, e non serve trattare tutta la superficie: basta la fascia centrale su cui si cammina. Le strisce si vedono, quindi conviene il colore più simile al legno; la vernice caricata si nota meno ma va riapplicata ogni una o due stagioni.
Prodotto che elimina la pellicola verde da legno e ciottoli senza strofinare né usare l'idropulitrice. Su una passerella conviene usarlo prima che il verderame si veda, perché quando è visibile la superficie scivola già da tempo. Evitare l'idropulitrice ad alta pressione sul legno: solleva la fibra e lascia la tavola più ruvida, cosa che a breve termine dà più grip e a medio termine trattiene più sporco.
Piedini in plastica ad altezza regolabile su cui poggiano i magatelli, invece di posare il decking sul terreno. Risolvono due cose insieme: lasciano un'intercapedine di ventilazione sotto le tavole, che è ciò che impedisce che marciscano dal basso, e permettono di livellare su un piano in pendenza senza demolire nulla. Conviene il modello con testa autolivellante se il massetto ha la pendenza di scarico, cosa che quasi sempre ha.
Fargesia o specie simile di portamento cespitoso, che cresce in ciuffo compatto e non emette rizomi corridori. È l'alternativa alla barriera quando si vuole piantare direttamente in terra senza che il bambù diventi un problema a cinque anni. Cresce un po' più lentamente e non raggiunge l'altezza di un bambù corridore, quindi per uno schermo alto va messo in conto più tempo o vanno piantati esemplari già cresciuti.
Le tavole sono distanziate con ciottoli in mezzo, e la fuga dev'essere stretta. Sopra i tre o quattro centimetri si incastra un tacco e la pietra ci finisce dentro: la fuga esiste perché si veda il ciottolo, non perché ci stia un piede.
La passerella poggia su magatelli e resta staccata dal terreno, non appoggiata direttamente sulla pietra. Senza intercapedine sotto, il legno non asciuga sulla faccia inferiore, e in un cortile stretto e ombroso è questo a farlo marcire dal basso mentre sopra sembra nuovo.
Il bambù è in fioriere e non nel terreno, e non è una decisione estetica. Una specie corridora in un cortile come questo esce dalla ghiaia e da sotto la pavimentazione in pochi anni: contenerlo fin dall'inizio costa una frazione di ciò che costa toglierlo dopo.
L'acqua cade da una parete ampia e la vasca che la raccoglie è stretta. Conviene che sporga da entrambe le estremità della parete, perché la cortina si allarga cadendo e ciò che sfugge ai lati è proprio quello che bagna i ciottoli e li incrosta di calcare.
Gli incassi a soffitto stanno nello sbalzo laterale e non al centro, che è aperto al cielo. È questo a permettere luce zenitale in un cortile scoperto: l'impianto resta protetto sotto lo sbalzo e il centro si lascia libero per la pioggia.
Domande frequenti
Una pavimentazione in legno scivola in un cortile?
Col tempo sì, e in un cortile stretto più che altrove. A scivolare non è il legno ma la pellicola di verderame che si forma quando la superficie non arriva ad asciugare, e tra due muri alti e con una cascata accanto quella pellicola compare in fretta. Tre cose la evitano: profilo scanalato invece che liscio, intercapedine di ventilazione sotto perché la tavola asciughi su entrambe le facce, e pulizia prima che il verderame si veda, non dopo. Se il decking è già posato e scivola, si risolve con strisce antiscivolo sulle tavole di passaggio.
Il bambù piantato in terra va contenuto?
Se è di specie corridora, sempre. I bambù corridori emettono rizomi che avanzano metri sottoterra ed escono dove non ci si aspetta: in un cortile stretto spuntano attraverso la ghiaia, nelle fughe della passerella e perfino dall'altra parte del muro divisorio. Il contenimento è una barriera rigida in polietilene interrata a sessanta o settanta centimetri, con il bordo superiore sporgente di un paio di dita perché il rizoma non la scavalchi. L'alternativa, più semplice, è quella della foto: piantare in fioriere chiuse. Oppure scegliere direttamente una specie cespitosa, che cresce in ciuffo compatto e non invade.
Si può lasciare un cortile aperto al centro e coperto ai lati?
È una delle soluzioni più utili in un cortile stretto, perché ci si tiene il cielo senza tenersi tutto ciò che il cielo porta. Lo sbalzo laterale protegge le pareti, permette di incassare luce in uno spazio per il resto esposto e dà una fascia di pavimento che non si bagna. In cambio va risolta l'acqua al centro: lì piove davvero, quindi quel tratto richiede uno scarico o un pavimento drenante, e conviene che il bordo dello sbalzo abbia un gocciolatoio perché l'acqua non scenda lungo la parete macchiandola.
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